“…Scusa, non posso parlare più forte. Non so se riuscirai a sentirmi, me che ti parlo. Ma riuscirai a sentirmi? Il mio nome è Hor. Ti prego, accosta l’orecchio alla mia bocca, per quanto tu possa essere lontano, ancora adesso o sempre. Altrimenti non posso farmi capire da te.

E, se ti degnerai di esaudire la mia preghiera, resteranno tanti silenzi che dovrai riempire da solo. Ho bisogno della tua voce, quando la mia viene meno…”.

No tranquille, non sto farneticando!

Queste sono le parole con cui inizia uno dei miei libri preferiti: “Lo specchio nello specchio”, di Michael Ende, che sto rileggendo in questi giorni.

Come vi ho detto in precedenza, avrei voluto andare al mare, per testare i miei nuovi solari ma…mannaggia, il tempo non è dalla mia parte! Così sono rimasta a casa, confidando nella possibilità di passare qualche giorno di spiaggia nel prossimo week end e consolandomi con una buona lettura.

Questo bellissimo libro contiene una trentina di racconti che ho letto più volte, poiché ogni volta che lo riprendo vi ritrovo un “qualcosa” che in precedenza mi era rimasto nascosto.

E’ un testo direi “onirico” (i racconti sono infatti in parte ispirati dal padre di Michael Ende, Edgar Ende, pittore surrealista, i cui dipinti fungono da illustrazione per alcuni racconti) con storie intense e spesso inaspettate, che nulla hanno a che fare con i libri “Fantasy” a cui spesso si associa l’autore, come “La storia infinita” o “La notte dei desideri” (storie comunque meravigliose).

I racconti che compongono “Lo specchio nello specchio” non hanno titolo, infatti nell’indice vengono indicati con le loro prime parole.

Inizialmente, ad una prima lettura, magari poco accorta, potrebbe sembrare che ognuno di essi sia “a sé”, slegato dagli altri…ma sarà realmente così?

Ponendo attenzione, infatti, è possibile notare una rete di allusioni e rimandi, sapientemente costruita, che rende complice il lettore, il cui compito sarà “fare da specchio” alle immagini proposte, completandole col suo vissuto, con la sua esperienza e i suoi sogni.

Ritorno a dire che è un’opera splendida, in cui è possibile perdersi tra una moltitudine di personaggi: funamboli, angeli, spose e giramondo.

Insomma… ve ne consiglio caldamente la lettura e, per invogliarvi, vi lascio con alcune citazioni, prese dai miei racconti preferiti.
“…Soltanto chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne…”

“…Erranti nel tumulto del mondo, senza meta nel tempo noi siamo…solo per amor, puro e profondo, ora qui ci ritroviamo…anima mia, allerta sta…ora e qui è l’eternità…”

Che ve ne pare!?

Non male, eh? Forza…leggetelo! E poi fatemi sapere…

BUONA LETTURA!

Silvia

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